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Ad Armino c’era un cappelletta dedicata a San Rocco già cadente prima che arrivasse San Carlo nel 1574. E’ nella famiglia Besozzi che si coltiva il desiderio di dotare il rione di una chiesetta funzionale e si pensa di dedicarla a San Carlo Borromeo passato benedicente nelle strade della borgata. Il 24 ottobre 1620 il cardinal Federigo Borromeo cugino di San Carlo passando da Gavirate per recarsi al Sacro Monte di Varese, viene fermato sotto il porticato della casa parrocchiale da una commissione guidata da Matteo Besozzi signore di Armino e gli viene sottoposto un memoriale per la costruzione a spese della stessa famiglia Besozzi e della comunità di una chiesetta che abbia titolo ed onore per essere dedicata a San Carlo in segno di devozione. Il cardinale dal Sacro Monte il 28 ottobre approva il memoriale. La chiesa di Armino legata alle vicissitudini della famiglia Besozzi, verrà realizzata nel 1672 ed ha titolo alle ufficiature con la Santa Messa. Le celebrazioni subiranno nel tempo delle interruzioni causate dalle pestilenze e dalle guerre. Sul lato destro dell’entrata del tempietto, in alto, c’è un’iscrizione latina dettata da don Brunetti.
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