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| Enrico Baj (Milano 1924 – Vergiate 2003) |
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Nato a Milano nel 1924, nel 1938 si stabilisce a Gavirate nella villa del nonno in via Bernacchi e vi rimane sino al 1945 per ritornare prima a Milano e poi stabilirsi definitivamente a Vergiate, continuando poi a frequentare Gavirate per incontrare gli amici. Il periodo di Gavirate è quello della gioventù, quello dell’allegria e delle bisbocce, quello delle amicizie che segnano tutta la vita e dove, dopo la laurea in legge, lavorò per qualche tempo nello studio dello zio Alfio Baj. Enrico, era il primo della classe, era molto intelligente e colto, veniva da una famiglia di professori che influenzò i suoi studi. Il gruppo di amici vedeva riuniti insieme a Enrico, la miglior gioventù presente nell’epoca a Gavirate tra cui Enea Buzzi, Gianni Rodari, Andrea Bauman, Chiara Roncoroni e verso la fine della guerra anche Alik Cavaliere: un gruppo molto affiatato che frequentava i pochi campi da tennis privati e aveva come punto d’incontro il Caffè Roma, nel centro storico, dove giocavano a bigliardo e avevano accese discussioni. Dopo gli studi classici, si iscrive a Medicina, che abbandona dopo la seconda guerra mondiale per laurearsi in Giurisprudenza, e parallelamente frequenta l'Accademia di Belle Arti di Brera, pittore e scultore italiano, fu un raffinato saggista e polemista d'eccezione. Quando ritorna a Milano con la famiglia, trasforma la sua villa in laboratorio d’arte e con Gianni Dova e Alik Cavaliere fonda la pittura nucleare comincia a scrivere i suoi articoli in particolare per il Corriere della Sera. Per Enrico, dadaista satirico accanito, ogni cosa poteva trasformarsi in un oggetto artistico che lui freneticamente ed instancabilmente afferrava per trasformarla. Nel '51 fonda, firmandone il manifesto, il Movimento dell'arte nucleare che ricerca le forme dell'uomo nell'universo atomico e traspone nella pittura i collage dei materiali più vari, per rappresentare figure in modo ironico e grottesco. Ebbe stretti rapporti con molti artisti contemporanei come Lucio Fontana, Piero Manzoni, Sergio Dangelo, Joe Colombo, Lucio Del Pezzo, Ernst, Marcel Duchamp, Yves Klein, E.L.T. Mesens, Asger Jorn ed altri artisti del gruppo Cobra, con il nouveau realisme, il surrealismo e la patafisica. Le opere nucleari del 1951 svolgono il tema di un big bang atomico creativo e distruttivo assieme per denunciare la minaccia atomica, la violenza e l’aggressività umana, con humor, che va dal grottesco al nero. Decine le mostre dell'artista, esposto in Italia ed amatissimo all'estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Svizzera.Muore nella sua abitazione di Vergiate, in provincia di Varese, il 16 giugno 2003. A Gavirate, oltre al caro ricordo e gli amici, ha lasciato anche alcune opere caratteristiche del suo modo particolare di concepire l’arte.
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