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| Enzo Lucenz (Milano 1939 - Varese 2006) |
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Nasce a Milano il 18 maggio 1939. Si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Brera. Durante il periodo della guerra la sua famiglia si trasferisce a Gavirate in Viale Verbano dove vive l’infanzia e il periodo della sua giovinezza. Influenzato artisticamente dal papà, grande caricaturista, muove i suoi primi passi nel mondo pittorico. Uno dei suoi primi studi è nella villa di Giovanni Borghi, che fu anche suo mecenate e sostenitore. Collabora alla realizzazione della rivista aziendale Ignispress e già da lì si denotano capacità artistiche eccellenti. Vive la sua formazione artistica tra Parigi, Milano e Bari; dopo aver trascorso un intenso periodo a Parigi, essenziale per la sua maturazione artistica e umana. Qui infatti nascono le prime opere dal gesto veloce e dalla forte carica espressionista, nel 1964 si trasferisce a Milano e frequenta attivamente l’ambiente artistico milanese di quegli anni riuscendo ad imporsi a livello nazionale ed internazionale. In quegli anni fonda, assieme ad altri artisti, il gruppo dei “Cinque Contemporanei” (Andreoli, Dragonieri, Cimegotto, Firmo e Lucenz). Nell'anno della strage di Piazza Fontana a Milano, nel 1969, testimone di un atto efferato e senza precedenti, comincia ad elaborare strutture in acciaio dilaniate dalla dinamite: un fare violenza per non subire violenza, un distruggere per rinascere."Se dalla morte e distruzione rinasce la vita, vorrei distruggere e morire": questo il suo aforisma. Dal 1969 in avanti, osservatore di uomini e protagonista di eventi,continua a documentare le contraddizioni della società, realizzando manifesti ed opere a più dimensioni, coniugando, con fermezza e lirismo, acciaio e legno. L’esperienza nell’America del Sud tra gli anni 1977-’80 lo vede attivo in molte gallerie; sue opere si trovano a Barranquilla, Bogotà, Colombia e Caracas. All’inizio degli anni ’80 si trasferisce a Varese dove inizia un percorso artistico nuovo dedicato all’architettura, non tralasciando mai la sua vocazione per l’arte. In quegli anni espone presso numerose gallerie in Italia e all’estero. Nel Museo d’Arte Moderna Pagani di Castellanza, è collocata la sua opera “Folla Follia”, mentre un’altra opera l’“Esplosione” si trova nella piazza del Municipio di Orino. Nel 2005 diventa Direttore Artistico al Chiostro di Voltorre, un incarico che non riuscirà a portare a termine per la morte prematura, il 23 luglio 2006.
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