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Disposta lungo le rive del Lago di Varese, a cui un tempo dava il nome, in posizione quasi di controllo, Gavirate è una cittadina dalle origini antichissime, il cui passato glorioso – ancor poco studiato – è foriero di interessanti sorprese. Così come oggi la possiamo ammirare, essa è caratterizzata dalla presenza – al suo interno – di un numero consistente di centri storici, ciascuno dei quali ha mantenuto sostanzialmente integra la propria identità. Oltre alle frazioni maggiori infatti – Voltorre e Oltrona (comprensiva della località Groppello) – che fino, rispettivamente al 1927 e 1928, erano comuni autonomi, Gavirate ha al suo interno ben quattro nuclei cittadini indipendenti: Armino, Pozzolo, Fignano e Gavirate. Si diceva delle origini antichissime, sicuramente legate alla presenza del lago (fonte di sostentamento), ma anche, e non da ultimo, all’essere sita lungo la via che, unica in epoca preromana, collegava l’Oltralpe (via Ponte Tresa-Lucomagno) alle rive del Lago Maggiore, quindi alla pianura e a Milano. Da qui la caratterizzante vocazione economico-commerciale gaviratese, ormai plurisecolare. Centro di richiamo per le popolazioni dei comuni limitrofi, le vie di Gavirate da sempre si sono animate, attorno alle proprie botteghe, al chiassoso e allegro “ciacolare” dei giorni di mercato. Una vocazione che ha determinato il continuo rinnovarsi, strato dopo strato, delle sue vie e delle sue abitazioni senza soluzione di continuità. Ne risulta un paese nel quale la linea sottile che separa gli edifici antichi da quelli recenti è difficilmente rintracciabile. I segni tuttavia restano: e non sono di poco conto. Dagli edifici religiosi, tra cui spicca la chiesetta della SS. Trinità – alle porte del paese, là dove alla fine del XIX secolo sono stati rinvenuti resti di sepolture romane – di impianto secentesco e dal caratteristico campanile a pianta circolare; il chiostro di Voltorre (di cui diremo più avanti), la chiesetta di San Carlo ad Amino e le parrocchiali – di San Giovanni Evangelista a Gavirate e dei Santi Vitale e Agricola di Oltrona – che, rimaneggiate ripetutamente nei secoli – nascondono evidenti origini altomedievali. Dai loro sagrati poi, si può godere una vista incantevole, poste come sono, in posizioni sopraelevate rispetto agli abitati, che dominano, e da cui erano, un tempo, nettamente discoste. Passeggiando tra le viuzze ed i cortili dei diversi borghi, alcuni edifici si impongono per bellezza e valenza storica: in primis l’ex Palazzo Maggioni-Puricelli Guerra, già residenza Besozzi-Visconti-Litta-Borromeo-Arese, che domina, con la sua mole, la piazza del Municipio. Di origine trecentesca, almeno il nucleo centrale, rimane a testimonianza dell’infeudazione di Gavirate alla potente casata. Ancora, l’ex Palazzo Besozzi, sito alle spalle della chiesetta di Armino, sul cui portone campeggiava lo stemma nobiliare della famiglia, florida e potente nella pieve di Brebbia di cui Gavirate e Voltorre facevano parte mentre Oltrona apparteneva a quella di Varese. Nel borgo di Fignano altri palazzotti con graziose corti interne, caratterizzano il nucleo storico: forse il più antico. Ritornando nella piazza del Municipio ci si immerge nel cuore commerciale di Gavirate; lì, attorno alla piazza e a poche viuzze, sin da epoca medievale, si è costituita una costellazione di minuscole botteghe tra cui l’antica osteria (ancor oggi sita ed attiva nella piazza adiacente – XX settembre) od il prestino (unico della zona); ed ancora il mercato del venerdì (istituito con decreto 1539 da Carlo V). Uscendo quindi dai nuclei urbani storici, Gavirate mostra tutta la sua bellezza dal punto di vista paesistico: splendide vedute panoramiche ed un’ottima esposizione al sole. Fattori questi che, all’inizio del XX secolo, determinarono un nuovo e forte sviluppo della cittadina come luogo di villeggiatura. Sorsero infatti numerose ville e villini adorni di magnifici giardini informali analogamente a quanto avveniva, negli stessi anni, a scala maggiore, in Varese. Oggi è possibile ammirarli incastonati tra le vie del paese, ma, e soprattutto, lungo il versante della montagna che, alle spalle della linea ferroviaria, o immediatamente al di sotto di essa, si affacciano sul lago e sulla catena del Monte Rosa. Alcuni, di notevole fattura, ripropongono ecletticamente forme castellane: tra essi spicca, per imponenza, l’ex Castello Baumann (dirimpetto alla chiesetta della SS. Trinità).
Discorso a parte necessitano Voltorre e Oltrona con Groppello. Il primo lega la sua storia inscindibilmente a quella del monastero – basti ricordare che ancora nel 1720 circa l’intero comune era costituito dal convento, dall’annessa corte contadina, e da altre tre cascine. Struttura architettonica di inestimabile valore, ricco e potente sotto la gestione fruttuariense, recenti scavi hanno messo in luce origini ben più antiche: si ipotizza infatti una cappella del V sec. d.C. Oltrona trova invece nei suoi corsi d’acqua, in particolare nel torrente Tinella, la propria matrice. Se oggi è possibile ammirare una sola ruota di mulino superstite in località Groppello, un tempo esse costellavano il corso del rio. Strettamente legati alla vicina Molina di Barasso (documentato centro di macinazione già nel 900 d.C.) Oltrona e Groppello, condividono con essa, oltre alla vocazione molinara, le antiche origini. Il piccolo borgo racchiude poi in sé alcuni manufatti edilizi notevoli: basti Villa Tornaghi – ex convento settecentesco dei PP. Carmelitani Scalzi – ed il castello eclettico oggi Rovera.
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Molto si potrebbe ancora dire di Gavirate: delle sue filande, dei suoi frantoi, della produzione di pipe – di cui è capitale storica indiscussa – e del Museo Internazionale della Pipa di Alberto Paronelli, dei suoi mitici dolcetti – i Brutti e Buoni – stimati da teste coronate e famosi poeti, e del suo lago – della sua storia, delle sue rive, della sua vocazione sportiva, il canottaggio che gli riserva con costanza onori e riconoscimenti internazionali; ed ancora il mercato del bestiame, il commercio del pesce che giungeva fin al Verziere di Milano, e una Pro Loco attiva da più di cinquant’anni...
Ma ancor più si può scoprire iniziando con una rilassante passeggiata sul lungolago...
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